#1 Ascoltare l'Invisibile / Talk & Concert

Francesco Gottardo, Salah El Ouergli, Ouail El Azhari

Kunstverein Milano e Fondazione Galleria Milano avviano una ricerca sugli stati non ordinari di coscienza come strumenti di esplorazione ed espressione. Il progetto coinvolge artisti e studiosi in incontri, proiezioni, ascolti, pratiche collettive e pubblicazioni.
Il primo incontro del programma prende avvio da una domanda: perché parliamo di trance? E perché, nei contesti tradizionali, essa è così spesso associata alla musica?
A partire da queste domande, l'appuntamento del 2 luglio è dedicato allo Stambēlī, tradizione musicale, rituale e terapeutica sviluppatasi in Tunisia all'interno delle comunità afrodiscendenti formatesi attraverso le rotte trans-sahariane della schiavitù.

02.07.2026

@Fondazione Galleria Milano

Le sue radici affondano nelle culture del Lago Ciad, delle regioni del Bornu e del Sahel nell'Africa occidentale e centrale, e includono eredità riconducibili ai mondi Hausa, Songhay e ad altre popolazioni subsahariane che, attraverso migrazioni forzate e processi diasporici, contribuirono alla costruzione di nuove forme culturali nel Maghreb.


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Lo Stambēlī costituisce ancora oggi un complesso sistema di relazioni tra musica, corpo, guarigione e mondo invisibile. Il suo pantheon è organizzato attorno a due grandi categorie: i "Bianchi", santi associati all'Islam, al Nord Africa e al Medio Oriente, e i "Neri", spiriti ancestrali provenienti dalle cosmologie diasporiche africane. Si tratta di un sistema di conoscenza incarnato e performativo: non esistono testi scritti né formule recitate che descrivano il pantheon; esso esiste soltanto attraverso la performance musicale, in cui la musica produce, riproduce e riorganizza continuamente l'intero sistema di santi, spiriti e relazioni. I musicisti devono padroneggiare non solo le melodie, ma anche le relazioni sociali, gerarchiche e rituali tra le diverse presenze spirituali. La conoscenza approfondita degli spiriti e delle loro reciproche relazioni risulta spesso più importante della conoscenza dettagliata della sofferenza del paziente: sapere quale spirito è coinvolto significa già sapere quali percorsi musicali saranno efficaci per farlo manifestare, placarlo e permettere il successo del rituale. Lo Stambēlī è inoltre un archivio storico incorporato — un "terzo spazio" in cui musica, guarigione, memoria storica, diaspora africana e relazioni sociali vengono prodotte simultaneamente attraverso l'esperienza corporea. Guarigione individuale e memoria storica risultano inseparabili: non si può comprendere l'una senza comprendere l'altra.
La forza dello Stambēlī risiede nel coinvolgimento psicofisico che genera, assumendo la forma di ciò che Rouget definisce "uniforme sonora" — combinazione di melodia, ritmo e parole percepita attraverso la trance ritualizzata e la possessione. È la sua capacità di riorganizzarsi continuamente — di trasformarsi, reinterpretarsi e riconfigurarsi — a mantenere la pratica viva e significativa.

Si ringrazia il Collettivo Trickster per la collaborazione.
Ospiti
Salah El Ouergli vive a Tunisi, dove da decenni si dedica allo Stambēlī ricoprendone il ruolo di yenna, maestro della tradizione. Oltre all'attività performativa, si occupa della costruzione degli strumenti musicali propri di questa pratica.
Ouail El Azhari, etnopsicologo, vive e lavora a Torino. Da anni dedica la sua ricerca allo gnawa, tradizione di cui ha promosso la conoscenza storica e musicale attraverso il progetto Gnawa Koyo.
Francesco Gottardo, etnopsicologo, vive e lavora a Torino. La sua ricerca si muove ai confini della psiche — morte, stati alterati di coscienza, magia — ed è membro del Collettivo Trickster.

Team del progetto di ricerca: Katia Anguelova, Andrea Wiarda - Kunstverein Milano / Nicola Pellegrini, Bianca Trevisan - Fondazione Galleria Milano.

Rete di affinità: La ricerca fa parte di un lavoro condiviso e di alleanza con: Carico Massimo, Livorno / La Fondazione Lac o Le Mon e il Collettivo Indicibile.